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Fischi, sputi e minacce di morte per l'israeliana Yuval Raphael a Eurovision 2025

2025-05-12 339 Dailymotion

No, stavolta non è bastata la musica a unire: il Turquoise Carpet dell’Eurovision 2025, srotolato nel cuore di Basilea, si è trasformato in un palcoscenico politico infuocato. Tra i cori festosi e la parata folkloristica che ha dato il via alla settimana della kermesse, l’accoglienza riservata alla cantante israeliana Yuval Raphael ha sollevato un’ondata di tensioni. Fischi, insulti, gesti intimidatori: così una parte del pubblico ha reagito al passaggio dell’artista 24enne, sopravvissuta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La sua presenza ha diviso, la sua canzone New Day Will Rise – messaggio di rinascita e speranza – non ha placato gli animi.

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Eurovison 2025, minacce e insulti alla cantante israeliana
Durante la sfilata delle 37 delegazioni partecipanti, accompagnate da tram d’epoca, bande musicali e gruppi in costume, la delegazione israeliana ha affrontato una contestazione aperta. Mentre Yuval Raphael percorreva la Marketplatz a bordo del carro ufficiale, un uomo ha mimato il gesto della gola tagliata e ha sputato in sua direzione. «Welcome to Genocide Song Contest», recitava uno degli striscioni esposti, mentre le bandiere palestinesi sventolavano lungo il percorso. L’uomo è stato subito identificato e allontanato dalle autorità svizzere. La delegazione ha annunciato di aver sporto denuncia.

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Chi è Yuval Raphael, voce d’Israele all’Eurovision 2025
Classe 2000, Yuval Raphael è una giovane cantautrice israeliana nota per la sua voce intensa e per uno stile che mescola pop e sonorità mediorientali. È diventata simbolo di resistenza dopo essere scampata all’attacco del 7 ottobre 2023 al festival Nova da parte di Hamas. Oggi porta all’Eurovision New Day Will Rise, brano che racconta la forza di ricominciare e il desiderio di rinascita attraverso la musica.
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L'appello degli artisti contro la presenza di Israele
Le polemiche contro la partecipazione di Israele erano nell’aria da settimane. A inizio maggio, oltre 70 ex partecipanti all’Eurovision avevano firmato una lettera aperta all’EBU (Eurovision Broadcasting Union), ente che organizza il festival, chiedendo l’esclusione del Paese per il conflitto in corso a Gaza. Tra i firmatari anche Nemo, vincitore in carica: «Le azioni di Israele sono fondamentalmente in contrasto con i valori che l'Eurovision afferma di sostenere: pace, unità e rispetto dei diritti umani».

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Eurovision 2025, la risposta ufficiale dell'EBU
L’Unione Europea di Radiodiffusione ha risposto opponendosi all'ipotesi. «L’ESC è un evento universale e apolitico» ha affermato in una nota, confermando la partecipazione di Israele. Ma la tensione resta alta e la musica, stavolta, sembra faticare a coprire i toni di un dissenso che non accenna a placarsi.