UN PAESE E UNA SOCIETÀ DIVISI. LACERATI. Nuovi scontri, in Israele, il 26 maggio, giorno del Jerusalem Day, anniversario dell'occupazione di Gerusalemme Est nel 1967. In città oltre 900 coloni, tra cui alcuni membri del Knesset (il Parlamento), hanno marciato verso la moschea di Al-Aqsa e ballato nella zona orientale della moschea. Un atto provocatorio, con l'esercito che erigeva barriere di ferro intorno alla Porta di Damasco per limitare l'ingresso dei palestinesi nella città vecchia.
Questo mentre si intensificano gli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza. In questo video, le immagini distribuite dall'esercito sulle operazioni di terra nel territorio palestinese, ieri 25 maggio. Un funzionario israeliano ha appena dichiarato al quotidiano Haaretz che Israele ha respinto l'ultima proposta di cessate il fuoco per Gaza. «L'offerta ricevuta da Israele non può essere accettata da nessun governo responsabile», ha detto la fonte.
Secondo il ministero della salute di Gaza, gestito da Hamas, dal 18 marzo quando è crollata la tregua temporanea, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno altre 3747 persone. Dal 7 ottobre 2023 a oggi il totale delle vittime è di quasi 54mila morti, in larga parte civili.
In questo terribile conto vanno inseriti gli almeno 33 morti di questa mattina nel crollo di una scuola adibita a rifugio per gli sfollati nel quartiere al Daraj di Gaza City. Le Forze di difesa israeliane e il servizio di sicurezza Shin Bet hanno affermato che il raid mortale aveva come obiettivo un complesso di raccolta informazioni di Hamas.
Questo mentre è ancora vivo il dolore per la famiglia distrutta della pediatra Alaa Al-Najjar. Nel video, le immagini della sua casa rasa al suolo da un razzo israeliano nella notte fra venerdì 23 e sabato 24 maggio. I corpi di nove dei suoi dieci figli sono stati portati proprio all'ospedale dove la pediatra lavora, a Khan Younis nel sud della striscia: uccisi assieme a suo marito. Uno solo dei bambini è ancora vivo, gravemente ferito.
La società israeliana è lacerata dalla politica del governo Netanyahu. Domenica, decine di persone si sono riunite al carcere militare di Neve Tzedek per sostenere Ron Feiner, un riservista che sconta 20 giorni per essersi rifiutato di tornare in servizio a Gaza. Molte le manifestazioni dei cittadini che chiedono il ritorno alla tregua anche per cercare di salvare gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas dagli attacchi del 7 ottobre 2023.
E c'è anche l'altra parte della società israeliana. Quella che celebra il Jerusalem Day. Dopo che in centinaia domenica hanno dispiegato davanti al muro del Pianto una gigantesca bandiera israeliana, il provocatorio ballo nella moschea oggi.