Dopo l’infarto che lo ha colpito lo scorso 2 aprile, Nanni Moretti è tornato sul palco per la prima volta, ricevendo un’ovazione affettuosa dal pubblico del Nuovo Sacher, il suo cinema romano. Il regista è apparso in ottima forma, con l’inconfondibile look sobrio – jeans scuri, maglione ruggine – e la sua ironia tagliente. L’occasione è stata la proiezione speciale del documentario Un passo alla volta, che racconta la lunga amicizia e il percorso artistico di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Moretti, in veste di padrone di casa e intervistatore, ha saputo dosare riflessione e leggerezza, tornando a quel dialogo diretto con il pubblico che da sempre lo contraddistingue.
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La prima uscita di Nanni Moretti pubblica dopo l'infarto
Il ritorno di Moretti è arrivato dopo giorni di apprensione. Ricoverato al San Camillo di Roma e sottoposto a un intervento, il regista aveva fatto un primo timido ritorno pubblico solo con un collegamento audio lo scorso 6 aprile durante il festival Custodi di sogni, in occasione del restauro di Ecce Bombo. Ma la presenza fisica sul palco del Sacher ha avuto un significato più profondo. Non a caso l’accoglienza del pubblico è stata decisamente calorosa. Moretti ha condotto la serata con energia, ponendo domande curiose ai tre protagonisti e scherzando sul loro passato condiviso nei piccoli locali romani come il celebre "Locale" di vicolo del Fico, luogo simbolo di un’intera scena musicale.
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Ironia, memoria e amicizia
In un crescendo di battute e rimandi affettuosi, il regista ha saputo mantenere il tono giusto, tra l’aneddoto nostalgico e la battuta improvvisa. «Io non ne posso più, ogni tanto suona il citofono: ‘Nanni ti ho fatto una sorpresa’. Dolce Roma, va detto», ha scherzato sulla conviviali romana, con la consueta vena ironica. Il documentario, diretto da Francesco Cordio e in sala il 7, 8 e 9 aprile, racconta trent’anni di musica e amicizia, che culminano con il concerto evento al Circo Massimo del luglio 2024. Moretti, nel guidare il racconto, ha dimostrato che il palco, anche dopo una caduta, è ancora il suo posto naturale.